Diari di viaggio

Stati Uniti Pacchetto dell’ovest Stati Uniti d'America (Paola e Vittorio)


Vero tour western dai panorami mozzafiato e una volta messe in conto le inevitabili limitazioni di un viaggio organizzato (qualche libertà in meno, tappe prefissate, orari da rispettare) in cambio della rassicurante tutela di una guida in italiano competente ed esaustiva, gli occhi incantati del turista possono spaziare per questo grande paese.

Abbiamo fatto questo viaggio tra la fine di maggio e gli inizi di giugno 2013, secondo noi il periodo migliore, e siamo stati accompagnati da un tempo perfetto.

Partenza da Los Angeles per Phoenix, dalla California alla Arizona,

la lunghezza delle tappe di trasferimento in autobus viene alleggerita dalla bellezza naturale e ruvida dei paesaggi e dai racconti della guida.

Il naso incollato al finestrino per non perdere niente di questo far west.

Tutti gli hotel sono stati al di sopra delle aspettative, stanze ampie e comode, in qualche caso delle mini suite.

La prima cena in un locale very country con splendida vista su Phoenix-Scottsdale ci ha tuffati ancora di più nell’atmosfera western. E per chi voleva prove di balli di gruppo country.

 

Dalle distese dei saguari dell’Arizona al Castello di  Montezuma, alla cittadina di Pedona, considerata centro di energie positive e caratteristica per le tante botteghe di artigiani nativi americani e sculture “indiane”. Una tappa che avrebbe meritato un po’ più di tempo a disposizione, magari per farsi in uno studio fotografico una foto in costume old wild west.

Emozioni travolgenti alla vista dei canyon, incomparabili spettacoli della natura.

Per primo il Grand Canyon. Siamo stati con i piedi per terra soffrendo il mal d’aria, ma c’è la possibilità di sorvolare il canyon in elicottero o aereo.

Anche solo lasciar spaziare lo sguardo percorrendo una piccola porzione dei sentieri curatissimi e panoramici è un’esperienza. Il percorso didattico con l’esposizione delle formazioni granitiche dei canyon ti fa sentire piccola cosa: marmi di milioni di anni in cui riconosci le incrostazioni di lava.

Dall’Arizona allo Utah. Cambio di paesaggio, attraversando riserve indiane e set naturali da film western. La nostra guida ci coinvolge nella realizzazione di un piccolo film western durante la pausa pranzo. Intermezzo divertente prima di arrivare a Bryce Canyon.

Spettacolare anfiteatro di pinnacoli rosa, bianchi e rossi. La luce del pomeriggio è la migliore per godere della vista.

Zion park e un nuovo cambio di conformazione del territorio e delle “scenografie” di madre natura. Il nostro fuori programma: incrociare un gruppo di trenta bikers tedeschi su fiammanti Harley Davidson, grazie alla gentilezza dei centauri-turisti immancabili foto a cavallo di queste inconfondibili moto.

Dallo Utah al Nevada. Las Vegas è tutto quello che si può pensare sia Las Vegas e anche qualcosa in più: finta, kitsch, eccessiva, rutilante, scenografica, irripetibile. Il giro notturno in compagnia della guida è propedeutico alla giornata a disposizione da passare in questa città incastonata nel deserto del Nevada.

Il vulcano del Mirage, le fontane danzanti del Bellagio sono tappe obbligate.

Il tour dei casinò anche solo per visitare gli ambienti tematici che li distinguono occupa quasi tutta la giornata. Al Venice i gondolieri usa che cantano in veneto fanno un po’ specie. Per gli appassionati di Masterchef, i prezzi della steak house di Gordon Ramsey al Bally sono inavvicinabili (a meno di non aver sbancato a qualche tavolo da gioco, naturalmente), quelli del bistrò di Joe Bastianich al Venice più abbordabili.

Non ci abbiamo pensato per tempo, ma varrebbe la pena prenotare uno dei numerosi spettacoli in cartellone, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Non abbiamo vinto il jack pot, ma bisogna provarci. Non si sa mai.

Nevada-California

Uno sguardo dal bus alla Sierra Nevada, ex zone minerarie e insediamenti fantasma, baracche abbandonate, anche questo è West. I nastri di asfalto delle interstatali che attraversano piccole comunità e soprattutto distese deserte.

Ai piedi delle piste da sci di Mammoth Lake una colazione da ricordare, sia dolce che salata. La tappa di avvicinamento a San Francisco prevede il passo Tioga (3000 metri) e la sosta allo Yosemite Park. Alberi maestosi, la cascata ancora ben visibile e ricca di acqua nel mese di giugno. Gli scoiattoli che si avvicinano ma ai quali è vietato dare da mangiare.

E poi il contrasto con San Francisco, città quasi occidentale. Sbigottiti davanti a Lombard street e lo strano divertimento di percorrere questa discesa a serpentina in auto. Affascinati dai grandi ponti: Bay Bridge e Golden Gate. In costruzione quello nuovo bianco che caratterizzerà a sua volta il panorama della città.

Baciati da due giornate splendide, senza nebbia nella baia e con temperatura accettabile anche se molto fresca. Tappa da turista il molo 39, la cena a base di granchio, l’osservazione dei leoni marini. Merita attraversare la baia con il traghetto passando davanti all’isolotto di Alcatraz. E naturalmente prendere il Cable Car, il caratteristico tram di San Francisco.

Tornando verso Los Angeles abbiamo fatto brevi soste in alcune graziose località della costa: Carmel, Monterey, Santa Barbara. Tra ville di lusso, campi da golf e costa lasciata al naturale una America più ricca e benestante.

Il pullman ci scivola in mezzo e si gioca a scegliere la villa che piace di più.

A Los Angeles una scappata in Rodeo Drive, via per lo shopping di gran lusso. Boutiques spaziose, ma le griffe sono tutte europee per non dire italiane. Una via Montenapoleone in formato large.

A Hollywood non abbiamo potuto avvicinarci al famoso teatro cinese, stavano girando un film con Jackie Chan (e se non qui, dove ti può capitare?).

Ma l’ultima tappa prima del ritorno a casa è indimenticabile per la visita agli Universal Studios un parco divertimenti tra cinema dinamico ed effetti tridimensionali mozzafiato. Abbiamo cominciato con la visita agli studios fatta con il trenino interno e poi abbiamo scelto le attrazioni dei Simpson, Jurassik Park, Transformers e lo spettacolo di Water World. Per quest’ultimo se non gradite gli schizzi d’acqua prendete posto sulle tribune oltre la nona fila.

Parchi nazionali e grandi città, tanti chilometri, tanti ricordi, tante emozioni e tanto altro ci sarebbe ancora da vedere.

Torna indietro